L’ambiente esterno contiene una gran varietà di microrganismi e sostanze potenzialmente dannose. Quando questi “agenti patogeni” entrano in contatto col nostro organismo possono causare danni anche gravi.

Virus, batteri, funghi e parassiti sono causa di malattie infettive che, grazie alle vaccinazioni ed ai farmaci disponibili hanno oggi durata breve e guariscono completamente nella maggioranza dei casi.

Nonostante l’efficacia di queste cure, la prima e più importante difesa naturale contro le infezioni è il nostro sistema immunitario che agisce con differenti tipi di difese:

  • Esterne: di natura aspecifica, con effetto barriera (come la pelle, le secrezioni acide dello stomaco, il muco, la flora batterica intestinale..)
  • Interne: rappresentate dalle cellule del sistema immunitario la cui risposta dipende dal tipo di agente patogeno e da come questo infetta l’organismo (batterio, virus..)

Una volta riconosciuto l’agente estraneo al fine della sua eliminazione, la risposta immunitaria può usare competenze innate o acquisite. Queste ultime sono molto più specifiche e si perfezionano ogni volta che il nostro organismo viene in contatto con lo stesso agente patogeno. Il sistema immunitario conserva una memoria delle esperienze passate (ad esempio per il virus della varicella).

L’esercizio fisico, soprattutto se strenuo, di lunga durata (> 60 minuti) e ripetuto nel tempo, provoca aggiustamenti ed adattamenti in molti apparati del nostro organismo. Ciò avviene anche nel sistema immunitario.

Dopo un esercizio strenuo e di linga durata si ha un periodo di alcune ore nel quale il sistema immunitario è complessivamente meno efficiente ed un agente patogeno può avere una via di accesso facilitata, provocando così una infezione (“teoria della finestra aperta”).

In conclusione è possibile affermare che la pratica regolare di un’attività aerobica ad intensità moderata e con finalità ludico-sanitari è associata ad una maggiore efficienza del sistema immunitario (aumenta la resistenza alle infezioni).

Un’attività fisica eccessiva invece, deprime il sistema immunitario, esponendo più facilmente l’atleta ad infezioni (specie respiratorie), un fenomeno caratteristico dell’atleta con sindrome da fatica cronica (sovrallenamento).

(Estratto da “Manuale di Medicina dello Sport”, P. Zeppilli)

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